CapoVerde

Siamo a CapoVerde. Mindelo è la città portuale dell’isola di Sao Vicente. Il Marina è spesso tappa intermedia per chi attraversa l’Atlantico, così come per i partecipanti alla regata ARC 2019, ripartita proprio da qui il 24 Novembre. Anche per noi rappresenta uno scalo tecnico di tre giorni, dal 28 al 30 Novembre.

Sao Vicente è un’isola vulcanica di roccia scura, i rilievi sono pieni di creste e di punte aguzze, il verde è un colore raro. L’aspetto inospitale del territorio è parente stretto anche della siccità: qui non piove da tre anni.

Al nostro attracco in porto ci accolgono, da una parte una giovanissima famiglia nordica che sorprende nella calma organizzazione di una vita in barca a vela con tre bambini piccoli, dall’altra un trimarano autocostruito di un Italiano e, dirimpettai, un francese con una gatta rossa, concentratissima a non farsi disturbare e così a suo agio in territorio nautico da accogliermi con due moine e un graffio.

La gatta marinaia

Il Marina di Mindelo è accogliente, ma si caratterizza per una frenetica attivita’ di lavoro gia’ dalle prime ore del mattino. Marinai, armatori, equipaggi e operai sui pontili a smontare, sostituire, riparare, verniciare, pulire o imbarcare. Qui si parte per l’Atlantico e non per l’escursione domenicale da aperitivo a bordo. E l’entusismo è tangibile.

Il pungo nevralgico è il Floating bar, unico bar del Marina che si trova su una piattaforma flottante ed è sempre pieno di gente, tutti alla ricerca di una connessione di rete e dove si fanno decine di incontri. Ma soprattutto, dopo una doccia rigerante, bere un caffè e mangiare frutta fresca è davvero un sogno.

Al Floating Bar
Il Marina di Mindelo

La città di Mindelo è piccola e il colpo d’occhio iniziale vi portera’ al gigantesco murales in piazza, raffigurante la cantante Cesaria Evola, realizzato con intonaco scrostato, ai mercati di strada, ai diversi ristoranti.

Il Marina deve aver dato un grande slancio turistico, attorno al quale si mescola popolazione povera, che vende pesce e frutta in secchi per strada, con turisti vestiti di una economia a loro favore.

A smentire l’aspetto di sola povertà, la città di Mindelo presenta centri culturali, mostre permanenti, murales di denuncia per l’inquinamento del mare, una fiera serale con artiginato locale artistico, musica dal vivo quasi in ogni locale.

Si mangia bene (Club Nautico e Ristorante Chave d’Ouro le nostre tappe), prevalentemente pesce, riso e legumi a prezzi bassi e, quando cari per le loro tasche, moderati.

Girando per la citta’ non abbiamo mai avuto la sensazione del pericolo, ma la polizia è presente in quasi tutti gli esercizi commerciali e nelle piazze pubbliche.

Utile da sapere che se cercate una connessione Wi-Fi il Floating bar ce l’ha, ma è piuttosto lenta e con tanta gente sempre connessa, tant’è che la password di accesso cambia quasi ogni giorno. Poco lontano si trovano però una serie di locali dove la rete Wi-Fi gratuita viaggia veloce (per esempio nella squisita gelateria Cremositos in Rua Cristiano De Sena Barcelos).

Se siete a corto di cambusa nei piccoli supermercati locali si trova ben poco dei cibi internazionali adatti alla conservazione per la navigazione e i mercati locali di strada o il mercato coperto vendono frutta e verdura adatta solo al rapidissimo consumo.

La nostra unica escursione è stata alla spiaggia di Sao Pedro. Il taxi vi porterà direttamente sulla sabbia di una mervigliosa spiaggia con alle spalle il piccolo omonimo villagio. Obbligatorio fare il bagno travolti da onde che vi frulleranno come in centrifuga ma superandole vi farete una nuotata in mezzo a decine di tartarughe. Nel lato sud della spiaggia inizia un trekking sulla costa che conduce al faro, punta estrema dell’isola.

Se vi trovate a CapoVerde sappiate che, nella vicinissima isola di Santo Antao, viene prodotto un formaggio di capra che si è conquistato riconoscimenti internazionali e la cui produzione è merito di una giovanissima coppia che vive con 40 capre in un’area pressocchè disabitata e senza infrastrutture. Per raggiungerli serve percorrere una “strada” al limite dello sport estremo.

Ora è per noi tempo di ripartire in direzione Martinica, 266 ° di bussola..

266° gradi in direzione Martinica

2 commenti

  1. Cari Renato ed Elisa,

    seguendovi con un po’ di invidia e tanta emozione, sono felice per voi.

    Vi faccio tanti auguri di buon Natale e un grosso in bocca al lupo per la traversata.

    Un abbraccio

    Stefano

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