Barbuda

Arrivare a Barbuda in barca a vela è un film. Acqua azzurra e chilometri di spiaggia bianca senza un’anima viva. Buttata l’ancora davanti alla spiaggia di Low Bay non passano cinque minuti per mettersi la maschera, tuffarsi e nuotare fino a riva. Raggiunta la spiaggia la sensazione è stata quella dell’emozione di un conquistadores che lascia la prima impronta. Nessuna traccia di vita se non granchi, conchiglie e coralli.

Lasciamo maschere e pinne in custiodia ai granchi per iniziare l’esplorazione sulla sabbia bianca, perdendoci nel fotografare coralli strappati al mare, conchiglioni bianchi, stelle marine e tratti di sabbia rosa merito di piccolisimi frammenti di conchiglie. Viene naturale raccogliere la plastica portata a riva per preservare questo spettacolo della natura.

L’esplorazone prosegue verso il resort abbandonato, Barbuda Bay. La distruzione portata dall’uragano Irma ha irrimediabilemnte danneggiato la stuttura centrale ed ha spazzato via un tratto di spiaggia, facendo franare parte del resort in acqua ed aprendo un varco non navigabile fra il mare e la laguna. Curiosando in quel che resta della struttura è interessante notare di quanto spazio si sia già riappropriata la vegetazione nei due anni dall’uragano. Avvicinandosi all’unico bungalow risistemato, in direzione della laguna, veniamo accolti dai veri padroni di questo lembo dell’isola, quattro cani poco ospitali che fanno il loro mestiere di guardiani ringhiando e abbaiando minacciosi, facendoci capire di non essere graditi nel loro territorio. Infarto garantito e dopo la scampata mutilazione dei polpacci è stato impossibile godersi la spiaggia sdraiati sulla battigia perchè i quattro custodi tornavano periodicamente alla carica.

La laguna è visitabile con una guida perchè il turismo interno è gestito solo dai locali e il turista fai da te deve fare i conti con la mancanza di molti servizi quale conseguenza dei danni della furia dell’uragano. Pochi i resort in cui alloggiare e, se non si ha la fortuna di poterci stare alcuni giorni con la propria barca, l’ideale è andarci con le escursioni organizzate a partenza prevalentemente da Antigua.

Come può accadere nelle favolose acque dei Caraibi, vento e maree agitano la sabbia sul fondale e intorbidiscono il mare. Ma non serve fare snorkeling per vedere i trigoni che saltano fuori dall’acqua così in alto da avere un breve standby di volo. Uno spettacolo unico.

Dopo due notti all’ancora navighiamo per due miglia verso Billy Point per concederci un drink al Barbuda Belle, lussuosissimo resort in stile balinese dove una doccia esterna di acqua dolce vale tutti i costi del cocktail.
Ristorati e lavati si salpa in direzione Saint Barth rimamendo per miglia su una batimetrica dalla sola profondita’ di 5 metri.

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